Un altro problema che spesso gli
studenti si trovano ad affrontare è l’utilizzo di “gn” oppure di “ni” all’inizio
o nel corpo di una parola.
GN O GNI?
Primo quesito: quando si usa “gn” e
quando “gni”?
In questo caso la regola è davvero
semplicissima.
REGOLA: il
digramma “gn” non è mai seguito dalla “i” tranne in questi casi:
1) nella parola compagnia;
2) nella prima persona plurale dei presente indicativo e
nella prima e seconda persona del congiuntivo presente dei verbi che all’infinito
terminano in –gnare, -gnere, -ignire (clicca qui per la regola specifica).
Alle elementari si impara una filastrocca sempre
utilissima: “gna, gne, gni, gno, gnu la i non vogliono più!”
Qualche esempio di parole che contiene
il digramma “gn”: gnomo, lagna, castagna, lasagne, compagno, bagno, campagna,
ingegnere, insegnare…
QUANDO SI USA NI?
Si utilizza “ni” nelle parole di origine
latina e in tantissime altre. In caso di dubbio è sempre utile consultare il
vocabolario. Ecco un elenco di parole che iniziano o contengono “ni”:
macedonia, coniugare, niente, miniera,
riunione, geranio, geniale, genio, Antonio, Germania, coniuge, criniera, scrutinio,
comunione, paniere…
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